“l'educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina”
— Hannah Arendt

thousandisthemaximum:

Guarda in anteprima il video di Mai stati in Serie A dei Costiera

http://bit.ly/2P6UJVC

Mai stati in serie A

Stringersi d'inverno
Il freddo c'è anche qua
Anche senza la metro
Senza università

Senza i locali giusti, tutta periferia
Senza la Feltrinelli, portami via
Sognammo un'altra vita
In un'altra città
In campi di provincia
Mai stati in serie A

Ma noi cos'è che stiamo cercando?
È nel rincorrerci il senso del nostro viaggio
Ed andare

Salire su una Freccia
O perdersi in un tram
Qualunque sia la meta
Purchè sia via di qua

Il tempo ci ha cambiati
E la culla è così stretta
L'amore è in ogni cosa
Che ci sembra diversa

Ma noi cos'è che stiamo cercando?
È nel rincorrerci il senso del nostro viaggio
Cos'è, cos'è che ci fa paura?
A volte il viaggio, a volte il vaggio è la cura..

ecofortebraccio:

Piccolo capolavoro di musica e animazione.

Il male di credere ho incontrato

Compagni sconosciuti, vecchi fratelli, arriveremo insieme, lo so, lo sento, un giorno alle porte del regno di Dio, qualunque sia il nome con cui lo chiamiamo.  Turba ingannata, turba sfinita, imbiancata dalla polvere e scurita dal fango di mille strade, cari duri visi di cui non abbiamo saputo asciugare il sudore, sguardi che hanno visto il Bene e il Male, che hanno eseguito il loro terribile compito accettando la vita o la morte, sguardi che non si sono mai arresi.  Così vi ritroveremo, vecchi fratelli, con ancora al collo i segni dell’Eterno per cui avete accettato di morire e di uccidere.  La guerra e i segni di Dio: piccoli e grandi, pendagli e lapidi, chiese e moschee, segni tracciati sui muri e scritte che gridano Dio come documentano queste fotografie strazianti che grondano ancora dolore.  Dio sì, Dio non voglia che riveda mai le strade dove troppe volte ho smarrito le vostre tracce nell’ora in cui l’odio stende le sue ombre e il succo della morte, lungo le vene, rimescola il sangue nel cuore!  

Strade dell’Ucraina a fine inverno, fulve e odoranti come bestie, sentieri marci sotto la pioggia, grandi cavalcate di nubi minacciose, rumori del cielo, acque morte…  Vi ho conosciuto. E deserti, deserti scuri di pietre sterili e gialli di sabbia su cui l’impronta dell’uomo si cancella in un attimo al primo soffiare di vento, percorsi in lungo e in largo da cattivi profeti che nascondono nella bisaccia libri colmi di Dio e di morte… Anche lì vi ho incontrati, come gli autori di queste foto che sono lampi di crudo dolore.  Certo, la mia vita è già piena di morti, morti invocando la certezza del martirio e della resurrezione. Ma il più morto di tutti i morti è quello che io fui.Quando credevo di sentire Dio, il mio il vostro che importa… sussurrarmi accanto: «Sono qua, non vado via, chiamami». E invece… Invece vi vedevo morire.  Anche al colmo dell’orrore e della pietà non ho mai cessato di vedere quello che balza agli occhi: che la fede ottiene dall’essere umano ciò che nessun’altra dottrina ha mai ottenuto. Nel bene e nel male.  

Ho visto laggiù, ad Aleppo, passare sulle strade già ingombre di rovine autocarri carichi di uomini. Rotolavano con un rombo di tuono, sfiorando le macerie grigie di cemento da cui spuntavano come piante secche i tronchi di ferro recisi. Gli autocarri erano grigi per la polvere delle strade, grigi anche gli uomini con le mani allungate sui mitra. Sui camion fluttuavano nere bandiere che proclamavano che solo Tu esisti tra tutti gli dei falsi e bugiardi.  Così partivano verso l’ultimo viaggio, la bandiera sventolante e la camicia incollata alle spalle per il sudore. Come il flusso dell’oceano muove i grandi fiumi molto sopra la loro foce, la morte si mescola a ogni vita religiosa molto tempo prima che si le si approssimi.  Mi si ripete: «È l’antico terrore, è quella paura degli dei che ha creato gli dei, quella vergognosa paura che sopravvive alla fede stessa».  

Siamo dunque noi che portiamo i segni di Dio e lo invochiamo nell’uccidere avvezzati fin dall’infanzia a certe adorazioni, educati alla paura? Dai Balcani alla Terra tra i Due Fiumi tutto è grave, tutto compromette l’eternità.  

Questi elementi corruttibili delle tua fede come definirli? È una evidenza, sono una evidenza santini e bandiere, lapidi e scritte. Chi avrebbe potuto immaginare che pezzi di metallo, di legno, graffiti di vernice potessero assumere tante forme quanti sono i singoli destini? Eppure è così: sono fatti a nostra misura, di buon grado o no, nell’odio o nella rivolta o nella sottomissione o nell’amore, bisognerà che li stringiamo in pugno.  Quando il Momento verrà e non saranno i predicatori della Buona Guerra a chiamare.  

Abbiamo pietà, vi prego, degli uomini che vedete in queste foto. Sono alle soglie della morte, o forse un po’ al di là ma lo ignorano, non sanno nulla di quel distacco essenziale, fondamentale che non serba alcun colore di vita, raggiunge una specie di trasparenza sovrumana. Le forze urlanti che affrontano non hanno alcun rapporto con il loro povero essere uomini. Camminano nudi nonostante i segni dell’Invincibile che portano addosso, nudi sotto lo sguardo di Dio.  

“Saggio è chi mantiene il suo cuore bambino”
— cit.

ildiariodigin:

Le parole. Fatti, storie, fantasie, ciò che contava era averne fame e tenersele strette per quando la vita si complicava o si faceva spoglia. Credevo che mi potessero salvare, le parole.“

Marco Balzano, Resto qui

Finalista Premio Strega 2018

“… e ricordatevi che se non vi occupate di politica la politica si occuperà di voi!”
— cit.
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La strada maestra

doppisensi:

“Aveva la tenerezza goffa di chi non è mai stato amato e deve improvvisare.”

— Isabel Allende, La casa degli spiriti